Pensieri sparsi, quasi confusi

Photo by Rahul Pandit on Pexels.com

Ho passato tre giorni in completa astinenza dai social, avevo voglia di riflettere un po’. Non ci sono riuscita poi molto; forse dipende dal periodo che stiamo vivendo, il lavoro che manca o è poco, i negozi chiusi, le città quasi deserte. Prima della nuova zona rossa ho fatto delle passeggiate in centro a Firenze, la malinconia che mi ha assalita mi ha fatto tornare velocemente sui miei passi: io che adoro il periodo natalizio, ho fatto i conti per la prima volta con l’apatia e l’indifferenza di ciò che mi circondava. Domenica mattina sono scesa a comprare le sigarette al solito bar, ormai con i ragazzi del locale ci conosciamo e si parla quando è possibile, ieri ho avuto la voglia di abbracciarli, avevano lo sguardo triste di chi non ha molta speranza, credo come tutti noi.

Ho ripreso a truccarmi anche se con la mascherina serve a poco, ma non si deve perdere la quotidianità. Ho comprato diversi libri e leggerli mi costa una fatica incredibile, ho bisogno di uscire, camminare e ritrovare le mie abitudini, mentre il tempo passa senza vivere appieno i giorni.

Questa sono io in questo periodo, piena di insicurezze e voglia di libertà. I discorsi delle persone sono quasi sempre inutili e discordanti, vagano tra parole e irritazione senza comprendere bene cosa sia l’ignoto che ci aspetta se non seguiamo le regole. Queste regole vanno strette a tutti è normale, ma se le rispettiamo forse ne usciremo prima.

A marzo quando tutto è iniziato credevo che la situazione che stavamo vivendo avrebbe messo  fuori dalla naftalina il meglio di noi, non è stato così per tutti, l’egoismo e la meschinità dei soggetti più disparati sono venute fuori, galleggiando nel mare del nulla.

Le lezioni l’uomo non le impara mai!   

3 Comments

    1. Alessandro, c’è molta amarezza sì, ultimamente ho lavorato in una RSA e ho visto con i miei occhi la desolazione delle persone chiuse senza vedere nessuno, amici che non sanno se continueranno a lavorare, amici che hanno perso congiunti, amici che hanno avuto il covid e ancora non ne sono fuori. Come non essere amareggiati quando tante troppe persone se ne fregano.

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