Gli orti del Parnaso

In via Trento si trova un elegante cancello e un panorama molto suggestivo della città. È l’ingresso agli Orti del Parnaso, la parte più alta del giardino dell’Orticoltura
Oltre al panorama delle città si gode la visione del sottostante Tepidario di Giacomo Roster. Una scultura bizzarra si trova all’interno dei questa piccola area verde: una fontana a forma di serpente (secondo alcuni un drago) che si snoda lungo una scalinata, attraverso la quale è possibile raggiungere il parco dell’Orticoltura
Il Parnaso, monte della Grecia centrale, nell’antichità era ritenuto sacro al dio Apollo e alle nove Muse che proprio qui avevano una delle loro sedi, dove si trovava la fonte Castilia, il passaggio per gli inferi nonchè sorgente di purificazione.
Il serpente o dragone fu completata nel 1990 su progetto di Marco Dezzi Bardeschi e fa riferimento al mito di Pitone, un mostruoso serpente figlio di Gea, impastato col fango del Diluvio, che con le sue spire poteva avvolgere sette volte la città di Delfi e il suo alito era talmente pestilenziale da far seccare tutte le piante con cui entrava in contatto.
Fu il dio Apollo a ucciderlo proprio sul monte Parnaso, nei pressi dell’Oracolo di Delfi
Dal 2003 gli Orti del Parnaso sono divenuti la sede del Giardino dei Giusti, un luogo dedicato al ricordo e alla commemorazione di tutte quelle persone che hanno cercato di salvare altri esseri umani da persecuzioni, genocidi e atti di violenza. Nella parte superiore del parco si trova infatti un Carrubo di circa 60 anni, albero simbolo del Giardino dei Giusti di Gerusalemme, dedicato alla memoria di Chico Mendes, sindacalista brasiliano ucciso nel 1988 per la sua azione di difesa degli indios dell’ Amazzonia.

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