1 Giugno riapre il complesso museale di Orsanmichele

La storia di Orsanmichele ha inizio nel 1240, quando il Comune di Firenze ordinò la distruzione di una piccola chiesa esistente da 500 anni e chiamata San Michele in Orto ma che tutti chiamavano semplicemente Or San Michele. Lo spazio pubblico doveva servire alla costruzione di un mercato del grano e dei cereali.

Dopo 4° anni di lavori la loggia era conclusa e le attività commerciali si potevano svolgere al riparo dalla pioggia e dal sole.

L’immagine di San Michele Arcangelo e della Madonna erano stati dipinti sui pilastri in mattoni e i famosi miracoli cominciarono prima che l’intonaco dell’affresco della Vergine Maria si asciugasse. Molte persone iniziarono a offrire doni per le grazie ricevute e i capitani di Or San Michele utilizzarono tali doni per aiutare i bisognosi della città.

Nel XIV secolo, durante una serie di guerre che colpirono anche la Toscana, venne deciso che era importante avere un deposito dove conservare il grano in caso di assedio e mentre si discuteva di dove costruire questo nuovo edificio il 10 luglio del 1304 il loggiato prese fuoco distruggendolo. Anche l’immagine miracolosa della Madonna fu consumata tra le fiamme, un completo disastro per i capitani di Or San Michele.

Il successo economico di Firenze dipendeva dall’industria della lana e dalla crescita delle banche e case mercantili, furono loro ad aiutare il Comune a ricostruire la loggia e un granaio sicuro e dedicato alla Madonna. Questo fu possibile dividendo la costruzione di ogni pilastro tra le 21 corporazioni presenti in città, dando così origine a uno dei primi atti al mondo di sponsorizzazione. Al di sopra del mercato, sostenuto dai massicci pilastri in pietra, vennero realizzati due piani da utilizzare come depositi per il grano.

Un tabernacolo in pietra, marmo e bronzo venne costruito per racchiudere un dipinto della Madonna delle Grazie di Bernardo Daddi. Esternamente al tabernacolo sono raffigurate scene della vita della Vergine Maria, mentre un insieme di sbarre di rame e piombo danno l’impressione che il tabernacolo sia stato ricavato da un unico pezzo di marmo. In dieci anni di lavoro lo scultore Andrea di Cione noto come l’Orcagna (c. 1308-c. 1368) riuscì a realizzare questo capolavoro.

Nel tempo la loggia venne chiusa e solo i piani superiori restarono adibiti a granaio; esternamente 14 nicchie vennero adornate da statue grazie alle solite corporazioni cittadine.

Firenze ebbe così una galleria d’arte a cielo aperto, con le opere di artisti del calibro di Donatello, Ghiberti, Giambologna, Baccio, e molti altri.

La strana storia di Orsanmichele | Eventi Firenze – Concerti, Spettacoli, Festival, Mostre, Musei, Hotel a Firenze (eventi-firenze.it)

A partire da martedì 1° giugno riapre ai visitatori il Complesso di Orsanmichele, con accessi regolamentati e con l’istituzione di un biglietto di ingresso (€ 2,00) al Complesso.

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